Non è solo una questione di ricetta: è una questione di riso

Tutti sanno fare un risotto. Pochi sanno farlo perfetto. La differenza non sta nella tecnica — quella si impara — ma nella materia prima. E quando parliamo di risotto, la materia prima è una sola: il chicco.

Da quasi un secolo, la famiglia Goio coltiva il Riso S. Andrea DOP nella Baraggia Biellese e Vercellese, una terra argillosa e generosa che dona al chicco qualità uniche. Abbiamo raccolto i consigli degli chef che scelgono il nostro riso ogni giorno, e li condividiamo con voi.

1. Scegliete un riso che lavora per voi

Il primo segreto non è un gesto: è una scelta. Un riso come il S. Andrea DOP ha un’altissima capacità di assorbimento dei condimenti e rilascia naturalmente amido durante la cottura. Questo significa una cosa concreta: cremosità naturale, senza dover aggiungere burro in eccesso. Per chi è vegano, celiaco o diabetico, è una differenza enorme.

2. Il soffritto: meno è meglio

Dimenticate il soffritto abbondante. Gli chef che lavorano con Riso Goio usano poco grasso e poca cipolla — giusto una base profumata. Il motivo? Un risotto perfetto parte da un riso di qualità che non ha bisogno di essere “coperto” da sapori forti. Deve emergere, non nascondersi.

3. La tostatura è il momento chiave

Versate il riso a secco nella pentola calda e mescolate per 2-3 minuti. Dovete sentire un leggero profumo di nocciola e i chicchi devono diventare traslucidi ai bordi. Questo passaggio “sigilla” l’amido esterno e permette al chicco di cuocere in modo uniforme, mantenendo la struttura al centro.

4. Il brodo: caldo, sempre

Aggiungete il brodo un mestolo alla volta e assicuratevi che sia sempre bollente. Un brodo freddo interrompe la cottura e rende il chicco gommoso. Tenetelo in un pentolino accanto, pronto all’uso. Per un risotto cremoso senza sorprese, questo dettaglio è fondamentale.

5. 12 minuti: il tempo giusto

Uno dei vantaggi del Riso Goio S. Andrea DOP è la cottura rapida: 12-14 minuti. Non serve aspettare mezz’ora come con altri risi. Questo significa meno rischio di scuocere e un chicco che arriva in tavola con la consistenza ideale — morbido fuori, con carattere dentro.

6. La mantecatura: il tocco finale

Togliete il risotto dal fuoco e aggiungete il condimento finale: burro e parmigiano per la versione classica, oppure un filo d’olio extravergine per quella vegana. Mescolate con energia per 30-40 secondi. Grazie all’amido naturale rilasciato dal S. Andrea DOP, otterrete una crema avvolgente senza eccedere con i grassi.

7. L’attesa: lasciatelo respirare

Coprite la pentola e aspettate 1-2 minuti prima di impiattare. Il risotto si assesta, i sapori si amalgamano, e l’onda — quella lenta colata nel piatto che è il segno del risotto perfetto — diventa naturale.

Perché gli chef scelgono Riso Goio

Non è un caso che chef stellati come Igles CorelliSergio Vineis e Patrizia Dibenedetto utilizzino il nostro riso ogni giorno. La tenuta in cottura, l’assorbimento del gusto e la cremosità naturale lo rendono un alleato prezioso in cucina — sia per i professionisti che per chi cucina a casa con amore.

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