Quando l’aria cambia, il risotto chiama

C’è un momento preciso, ogni anno, in cui il risotto torna protagonista. Succede quando la luce diventa dorata, le serate si accorciano e nell’aria c’è quel profumo di terra bagnata che sa di autunno. È il momento in cui il corpo chiede calore e la tavola chiede sostanza: è il momento del risotto autunnale.

L’autunno è la stagione perfetta per riscoprire il risotto nella sua forma migliore: ingredienti di stagione intensi, cotture che riempiono la casa di profumi e sapori che scaldano. E il punto di partenza è sempre lo stesso — un chicco che sa fare il suo lavoro.

Risotto alla zucca con amaretti sbriciolati

Tagliate la zucca mantovana a cubetti e arrostitela in forno a 200°C per 20 minuti con un filo d’olio e un rametto di rosmarino. Tostate il Riso S. Andrea DOP nel soffritto di cipolla, sfumate con vino bianco e procedete con il brodo vegetale caldo, un mestolo alla volta.

A metà cottura, unite la zucca arrosto — una parte intera per dare consistenza, una parte schiacciata con una forchetta per la cremosità. Mantecate con parmigiano e completate con amaretti secchi sbriciolati e un filo di miele di castagno. Il contrasto dolce-salato è perfetto e rende questo risotto autunnale indimenticabile.

Risotto ai funghi porcini e timo

Se c’è un risotto che non ha bisogno di presentazioni, è questo. Ma il segreto sta nei dettagli. Usate funghi porcini freschi (quando li trovate) tagliati spessi, saltati in padella a parte con aglio e timo fresco fino a doratura.

L’acqua di ammollo dei porcini secchi, filtrata con cura attraverso un panno fine, diventa parte del brodo — aggiunge un’intensità che il brodo da solo non può dare. Il Riso S. Andrea DOP assorbe questi aromi profondi e li trattiene in ogni chicco. Mantecate con burro di montagna e una generosa grattata di pepe nero. Il risotto ai funghi porcini nella sua versione definitiva.

Risotto al tartufo nero: la semplicità assoluta

Il tartufo chiede rispetto e sottrazione. Preparate un risotto in bianco classico — soffritto leggero, sfumata con vino bianco, brodo delicato di carne o vegetale — e mantecate con burro e parmigiano. Nient’altro.

Poi, al momento di servire, grattugiate generosamente il tartufo nero direttamente sul piatto fumante. Il calore del riso libera gli aromi del tartufo e ogni boccone diventa un’esperienza. Questo è il piatto in cui la qualità del chicco fa la differenza più evidente: il riso deve essere un palcoscenico, non un attore — e il S. Andrea DOP è perfetto per questo ruolo.

Riso nero con crema di cavolfiore e nocciole tostate

Per chi cerca qualcosa di diverso, il NerodiGoio è una scoperta. Il riso nero integrale ha un sapore tostato, leggermente nocciolato, e una consistenza unica che lo rende perfetto per piatti creativi.

Lessatelo in abbondante acqua salata (richiede qualche minuto in più rispetto al bianco), scolatelo e conditelo con una crema di cavolfiore cotto al vapore e frullato con olio extravergine. Completate con nocciole Piemonte tostate e tritate grossolanamente, un pizzico di sale in fiocchi e un giro d’olio al tartufo. Un piatto vegano, elegante e pieno di contrasti — il risotto autunnale che non vi aspettavate.

Un’idea per l’autunno: regalate il gusto

L’autunno porta con sé anche le prime occasioni per pensare ai regali. Se conoscete qualcuno che ama la cucina — o che semplicemente ama mangiare bene — le confezioni regalo Riso Goio sono un pensiero originale e di sostanza.

Dalla scatola con 2 risotti pronti (perfetta come pensiero per una cena) al cofanetto premium con Riso DOP, NerodiGoio e una bottiglia di Lessona della cantina Colombera e Garella — un grande vino piemontese che si abbina magnificamente al risotto. E per chi ama l’artigianalità, il vaso di terracotta con 1 kg di Riso S. Andrea DOP è un oggetto bello da tenere in cucina anche quando il riso è finito.

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