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1929
La coltivazione del Riso Goio 1929 di Baraggia | Biellese e Vercellese
Coltivato nel cuore della Baraggia Biellese e Vercellese
Scopri la coltivazione del Riso Goio 1929 di Baraggia | Biellese e Vercellese. La coltivazione avviene sotto il controllo dell’Ente Nazionale Risi che insieme al Consorzio di tutela del riso DOP di Baraggia Biellese e Vercellese del marchio vigila sul rispetto delle prescrizioni previste dall’apposito disciplinare di produzione a garanzia del prodotto.
Negli ultimi anni ci siamo orientati sull’avvicendamento colturale: riso da seme – soia – riso DOP. Come il nonno già faceva molti anni fa, si è così reintrodotta la rotazione dei terreni. Ogni 2 anni ruotiamo le colture nei lotti aziendali, preparando al meglio i terreni così da poter effettuare più efficientemente la tecnica moderna della semina del riso in asciutta a file interrate e non con la tradizionale semina a spaglio con risaie sommerse.
Questa tecnica abbinata consente un minor uso di prodotti chimici e un notevole risparmio d’acqua, bene da noi considerato molto prezioso, limitando l’impiego di questa a poche settimane di sommersione.
La coltivazione del Riso Goio 1929 di Baraggia | Biellese e Vercellese
Coltiviamo le nostre terre
con amore e rispetto per la natura
Riso Goio 1929 è coltivato con metodo a basso impatto ambientale ottenendo così la certificazione SQNPI (Sistema Qualità Nazionale di Produzione Integrata) che garantisce la qualità sostenibile del nostro riso.
Fasi di coltivazione
1
Preparazione terreno e semina
Ad inizio campagna( Febbraio -Marzo) si effettua l’aratura del terreno interrando i residui del raccolto precedente, creando così notevole sostanza organica; in seguito viene effettuato il livellamento del terreno con lama a controllo laser per ottenere il piano perfetto, dopodiché si sminuzza il terreno con l’erpice a denti rotanti per prepararlo alla semina in asciutta a file interrate.
2
Raccolta e taglio del riso
Il Riso Goio viene lasciato naturalmente maturare il più possibile sul campo prima della mietitura. A questo punto entra in azione una mietitrebbia computerizzata che separa i chicchi di risone dalla paglia.
3
Essiccazione e stoccaggio
Il prodotto viene successivamente portato al centro di essicazione aziendale dove tramite dei pulitori viene separato da alcuni residui di paglia rimanenti per poi essere lentamente riscaldato e ventilato per togliere l’umidità in eccesso: si porta da una percentuale d’acqua iniziale del 17/18 % a una finale del 13%, ideale per una conservazione nei silos refrigerati.
4
Lavorazione e Confezionamento
Dopo un periodo che va da 6 mesi a 1 anno di stoccaggio nei silos il riso e pronto per essere lavorato, viene portato in riseria dove con appositi macchinari viene lentamente sbramato separando la Lolla (buccia) dalla Glumella (chicco) arrivando alla lavorazione di primo grado (bianco assoluto), a questo punto il riso e pronto per essere degustato, quindi viene confezionato in atmosfera protettiva per arrivare poi sulle vostre tavole inalterato e perfettamente conservato.
La Baraggia Biellese e
Vercellese
Ultimo lembo di savana europea, la BARAGGIA BIELLESE E VERCELLESE è un’area pedemontana che dalle Prealpi del Monte Rosa degrada
dolcemente fino alle prime propaggini dell’ abitato di Vercelli.
Caratteristiche Uniche
Il riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP presenta una minore dimensione in volume e lunghezza, ma un maggiore compattezza dei tessuti cellulari.
In seguito a cottura manifesta una superiore consistenza e una minore collosità, che determinano un elevata tenuta alla cottura, caratteristiche che lo rendono prodotto di indiscussa qualità, apprezzato dai grandi Chef e dai più raffinati intenditori, meritevole di fregiarsi del prestigioso riconoscimento della certificazione:
“RISO DI BARAGGIA BIELLESE E VERCELLESE DOP”
Qualità
DOP
Natura
Incontaminata
Diverse condizioni ambientali
Le condizioni ambientali sono differenti da quelle della tradizionale risicoltura: clima aerato e fresco per l’influenza delle vicine colline e montagne, terreno argilloso, acque che derivano direttamente dal ghiacciaio del Monte Rosa, danno alle aziende del territorio minor quantità di prodotto per ettaro, ma con caratteristiche e qualità uniche.